Difficile esprimere le numerose emozioni vissute in due giorni, il 18 e il 19 luglio, insieme a un gruppo di famiglie (circa 90 persone) di Camposanto, in provincia di Modena, nella gita all’Aquafan e Parco Oltremare di Riccione.
La rete delle associazioni del Laboratorio Compiti, aperto un anno e mezzo fa dal pastore della chiesa cristiana avventista di Parma, Daniele La Mantia, dopo un appello giunto dal Comune di Parma, ha permesso di realizzare questa iniziativa.
Doveroso un piccolo passo indietro. Il Laboratorio prevede un aiuto nello svolgere i compiti ai bambini della scuola primaria le cui famiglie, per svariati motivi, non possono seguirli. Questo permette un contatto diretto con i bisogni vari a cui Adra Parma può rispondere. L’intreccio con le altre associazioni di Parma ha permesso al pastore La Mantia di avere importanti contatti per organizzare l’evento: in primo luogo i centri estivi dei Comuni delle zone terremotate e l’azienda di Trasporti Pubblici di Parma (Tep) per i bus, oltre a tutto il necessario per collegarsi al Progetto Cheese. Tutti hanno fatto qualcosa. Se infatti Adra Italia e Reach Italia hanno raccolto il denaro con il Progetto Cheese, l’8 per mille della Chiesa cristiana avventista ha realizzato un gadget per i donatori e per i destinatari del progetto. Sul posto, la rete di associazioni ha fatto la sua parte come, ad esempio, l’associazione “Gli altri siamo noi” che ha coinvolto gli autisti della Tep per una donazione anche in ore di lavoro. I Comuni, coordinati da quello del piccolo centro di Camposanto, hanno poi avuto dall’amministratore delegato e dal responsabile commerciale dell’Aquafan e Parco Oltremare l’ingresso e i pasti all’interno del parco stesso, mentre il consorzio degli albergatori di Riccione ha offerto il soggiorno a mezza pensione.
L’intreccio della solidarietà di tutti ha reso entrambe le giornate indimenticabili per queste persone che ininterrottamente ci hanno ringraziato dicendo: “Non avete idea di quello che avete fatto per noi”. Una goccia, un piccolo momento di svago, di allontanamento da una realtà quotidiana veramente difficile. Tutto è vissuto in una dimensione diversa, strana. E soprattutto l’incertezza per il futuro che ancora la fa da padrona. Ci vuole veramente tanta forza e coraggio per ricominciare. È stato quindi importante vivere tutti i vari momenti di questa gita, ascoltare e condividere con loro ogni emozione.
Quando li ho salutati sono solo riuscita a ringraziarli io stessa per quello che mi hanno dato, numerose le storie di sofferenza ma anche di forte coraggio e fede, e a lasciarli con le parole: “Dio vi benedica!”.
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